Archivio per maggio 2006

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Pubblicato 22 maggio 2006 da Salvatore Angius in Senza categoria

Lamento di un folle   3 comments


Cosa succede ad un uomo, quando la sua voce non è capace di giungere ad ogni cuore, nè di perforare gli animii e le membra e venga invece soffocata e resa impotente di fronte all’evidenza dei fatti che non gli appartengono? A volte la forza di voler cambiare qualcosa che ormai sembra radicato e abbia reso marcio tutto quello che ci appartiene, nonostante la volontà sia forte e robusta, viene invece provata dall’indifferenza e l’incertezza. Ma siete voi che leggete disposti ad essere succubi di un mondo capace di mettere al primo posto i cosidetti "valori", che fa insulto anche solo chiamarli così, di burattini di cartapesta, che ci atrofizzano le menti con la loro presenza, con le loro chiacchere, col loro voler a tutti i costi apparire, con i loro amori, le loro delusioni, le loro solitudini, le loro incertezze, le loro vacanze, le loro sconfitte ed i loro successi. Li vogliamo chiamare VIP, chissà per quale oscuro motivo, very important parson, e poi per quali meriti? Una nuova invenzione nel campo tecnologico? O forse sono menti superiori alla media tanto da esser riconosciuti da qualcuno come intelligenze ben al di sopra di ogni comune mortale? Perchè… ed io mi domando perchè, si permette questo scempio, senza nemmeno prevedere che i vostri figli e spero un giorno i miei,  corrano il rischio di pensare che per ottenere il successo si debba fare il provino per quel tubo catodico del cazzo, che per essere rispettati si debba aver concorso al "Grande Fratello", che si debba diventare calciatori o veline, o addirittura opinionisti del Gossip, o pagliacci che nel bene o nel male qualche comparsa riescano anche a farla in TV? Dove sono le voci dei commercianti, degli avvocati, dei notai, degli spazzini, degli imbianchini, degli operai,delle casalinghe, delle tutrici, delle insegnanti e dei professori e di tutti colori che il loro lavoro se lo sudano tutti i giorni e che alimentano con i loro soldi e le loro decisioni quel mondo che tanto si idolatra, senza pensare che se non esistesse la gente comune non esisterebbe quest’ultimo? Dove sono le voci della gente comune che insorge, proclamando la verità delle cose e che impedisce che un’economia ricca giri intorno solamente ad un modo dove per rincorrere un pallone si guadagnano milioni di euro mentre un impiegato è costretto a far straordinari o doppio lavoro per campare se stesso e la famiglia? Perchè debbo essere io in questo stupido blog a doverlo gridare come un folle, quasi fossi un visionario e nessuno pronunci una parola in merito a questo discorso? Sono stanco di vedere quello che mi circonda, mi sento sporco, perchè mi rendo conto che i miei coetanei sono lobotomizzati, incapaci di reagire, incapaci di parlare, e mi domando a chi realmente si da voce? A chi realmente si dà ascolto?… Non posso pensare che nessuno oltre a me la pensi in questo modo e soprattutto non posso non chiedere a chiunque la pensi come me di alzarla questa cazzo di voce, di scuotere gli animi con le grida, tali da far crollare i muri dell’indifferenza. Basta tutta questa apparenza, basta tutto questo inganno, fatela finita perchè questa illusione non porta alla crescita di tutti, ma al dominio di pochi.E allora quanto siete disposti a subire ancora? Scrivete il vostro pensiero e lasciate il vostro grido se la pensate come me…altrimenti tacete, come siete stati abituati a fare.

Pubblicato 21 maggio 2006 da Salvatore Angius in Senza categoria

E nella notte un vecchio   1 comment


Un foglio di carta ed una penna
musica e sottofondo sulfureo
alla ricerca di un momento di pace,
la notte che fuori splende
e la finestra che si fa breccia
come sfera di cristallo
su un mondo che tace
nell’ora tarda del meriggio.
E’ qua dove il sole ormai
dissuaso dal candido manto
lascia spazio alla quiete
e pensosa l’oscurità distende
le sue sinuose dita africane.
Un uomo passeggia affaticato
lungo il ciglio di una strada
lorda e scoscesa dalla vita,
attende impaziente esser pulita
dal turno mattutino delle sei.
E lui per un istante fermo
sul suo bordo irto d’immondizia
a scrutarne i contorni irregolari.
Un attimo, ed il suo sguardo
sovente dentro vi si perde
come se ci si cogliesse l’infinito,
essenza di una lacrima
che scorre, quasi fosse intimidita
da un profondo sospiro
a chiudere il sipario.
                                                            Salvatore

Pubblicato 18 maggio 2006 da Salvatore Angius in Senza categoria

A mia madre   Leave a comment


Luoghi, pensieri sguardi
tutto racchiuso nei tuoi occhi
in piccoli e significativi gesti
della tua esile mano.
Molto mi dai nei giorni
che scorrono veloci
dall’istante in cui
per la prima volta
mi ritrovai tra le tue braccia.
Mamma che bada all’essenza
e non alla qualità
di un amore racchiuso
in un cuore intriso d’eternità.
Io ti sono accanto
silenze ed a volte casinista
a sorreggerti ed a scuoterti
poichè sorreggi a tua voltta i miei passi.
Non celebro te in questo giorno solo
ma in tutti i giorni della mia vita
perchè di te io vivo
di te colgo e percepisco
vera forza di donna
che per i suoi cari amori
è capace di sollevare il mondo
del suo dolce e candido palmo.
ti voglio bene,
Salvatore

Pubblicato 15 maggio 2006 da Salvatore Angius in Senza categoria

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Sfiorar di te è intenso ardore,
tra i flussi delle onde imperterrite
a ghermire i nostri corpi
avvolti nel calore della passione.
Come vento impetuoso oscilli
fino a fonderti in tutt’uno,
mai sazia di quell’intensa energia
che da me sprigiona,
a te dedicata,
in te profondamente radicata.
L’hai accesa un giorno,
quando con mano afferrasti il mio petto
e sentisti il mio cuore battere
allo sfiorar delle tue labbra.
Labbra fatali le tue,
ma capaci di donar vita ad un arido letto,
di portar luce dove tenebra regna perenne,
unico fiore di un giardino ormai
abbandonato.
Ed ora, distesa sopra di me,
il tuo incessante respiro fai rieccheggiare tra le valli,
e le scoscese rocce, tra inesplorati promontori,
respiro di fuoco, scorre tra le mie vene,
inebriando il mio spirito,
come pioggia incessante
a scavar tra la dura roccia,
delicata e forte al tempo stesso,
tanto che al sol paragone tuo,
anche le radici del vigoroso leccio,
posson aver timore al confronto.
                                                      Salvatore

Pubblicato 9 maggio 2006 da Salvatore Angius in Senza categoria

LETTERA APERTA AD UN DROGATO ANONIMO   1 comment


Il freddo del marmo, la salivazione azzerata e l’angoscia che accompagna la tua sete.

Ti manca quel qualcosa che ti renda nuovamente sereno ed il tuo corpo anela spasimante la sua dose.

Tremi nervoso, disteso sul letto, mentre il dolore ti lacera le viscere fin dall’interno. Disperso in un oblio che per tua volontà hai creato, un giorno, quando per gioco hai provato il primo tiro ad uno spinello.

Già ti sentivi diverso, spavaldo delle tue azioni goliardiche, appartenente ad un gruppo dove non esisteva la paura del limite, dove saresti stato capace di qualsiasi cosa.

Ma infrangere le barriere dove ti ha portato?

Hai deciso che dovevi andare oltre, che potevi essere ancora più forte, che potevi arricchire le tue esperienze. Cocaina e Crack ti hanno dato quel senso di onnipotenza che desideravi.

Perso nel tuo mondo ti sei distaccato per fuggire dalla realtà di tutti i giorni senza realizzare che ti stavi auto distruggendo.

Ma non ti è bastato, volevi arrivare alle stelle, volevi toccare ciò che i comuni mortali sognano solamente e, nella tua follia, lo hai realizzato bucandoti la pelle, mettendo nel tuo corpo quel veleno maledetto: l’Eroina.

Illusione, nella tua dimensione surreale hai vissuto sperperando i tuoi guadagni, voltando le spalle ad una vita che per te avrebbe riservato tante sorprese e gioie.

Famiglia, amici, l’amore intenso di una ragazza, la borsa di studio vinta con tanti sacrifici, il posto di lavoro meritatamente conquistato e tanto altro ancora.

Guardati adesso, sei stato capace di deludere tutte le aspettative, ma la cosa peggiore è che hai deluso te stesso, i tuoi valori, ciò in cui credevi. Quel mostro chiamato droga ha obbligato la tua mano a rubare, ha costretto la tua bocca ad ingannare, il tuo animo ad odiare e ripudiare chi ti amava.

Volevi fama e potere ed hai ottenuto solitudine e disprezzo.

Ne valeva veramente la pena?

Eppure eri tu che con orgoglio affermavi ad alta voce :  “Smetto quando Voglio”.

Quando i tuoi cari cercavano di parlarti, di capire perché non frequentassi più il gruppo dei soliti amici, perché ti ostinassi all’isolamento.

Privo del tuo quotidiano sorriso, vagavi per casa in crisi d’astinenza, desideroso d’aiuto, ma troppo presuntuoso e carico d’orgoglio per domandarlo.

E’ tanto difficile ammettere di aver sbagliato? Quando costa aprire gli occhi e chiedere aiuto?

Hai ripudiato tutti escluso il tuo male, già! Quello te lo sei tenuto ben  stretto, rassegnato, ormai soggiogato da una volontà non più tua.

Ed ora la tua mente vaga tra i bei ricordi, tra i lieti momenti di spensierata giovinezza, che si susseguono in sequenza cinematografica davanti ai tuoi occhi, incubi della tua coscienza, realtà ormai perdute.

Eccoti là, disteso sul tuo letto, in una baracca ormai consumata dal tempo e dal dolore. Smettila di trastullarti nelle tue angosce e nei tuoi rassegnati rimpianti. E’ arrivato il momento di reagire.

E’ arrivato il momento di farti aiutare da qualcuno che ha vissuto la tua esperienza, che ha avuto il coraggio di andare, con le proprie gambe, in una comunità di recupero con l’unica convinzione necessaria : “Basta Ricomincio a Vivere!”.

Si! Devi ricominciare a vivere, ripulire il tuo corpo dall’impurità che ti affligge.

Smetti le vesti di vittima e vestiti dell’animo della fenice, risorgi dalle tue ceneri e torna ad essere quello che eri prima. Ci vuole tempo e tanta pazienza, ma dentro di te devi trovare la forza, attingila dalla tua rabbia, dal tuo desiderio di rivalsa

Concretizza i tuoi progetti, realizza i tuoi sogni, ponili come un’arma contro la tua dipendenza. Puoi vincere perché sei veramente in grado di essere più forte, perché non sarai mai lasciato solo; tante sono le persone che come te hanno vissuto l’oblio e ne sono venute fuori, tanti sono gli esempi da seguire ed emulare, tante sono le mani protratte a sostenerti.

Non lasciare che la droga ti logori definitivamente, che si porti via anche il tuo ultimo respiro, che sia padrona della tua vita, perché sei tu l’unico sovrano di te stesso e quando avrai vinto la tua guerra contro questo angusto male, battaglia dopo battaglia, memore della tua esperienza, sarai in grado di aiutare chi, come te, si ritrova in quel labirinto intricato e con una sola via d’uscita : “SMETTERE!”.                                                              

 

 

Salvatore

Pubblicato 4 maggio 2006 da Salvatore Angius in Senza categoria

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